fabrizio's profileRendere il mondo miglior...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
La vitaLa vita è complicata.Spesso le ragioni di questa complicatezza sono da ricercare nel nostro approccio nei suoi confronti e la cosa più difficile da fare è avere l'umiltà di non mentire a se stessi, cercando di migliorarsi , ma anche di accettarsi e sopratutto trovare il giusto compromesso fra i due termini: ovvero riconoscere i propri limiti, per non rimanere schiavi dei nostri demoni da una parte, e per rifiutarsi di trovare delle scuse per non affrontare le sfide che ci si parano davanti dall'altra.Credo ch questa situazione caratterizzi l'esistenza di molte persone, me in primis... lo credo non per una sorta di proiezione delle domande che mi faccio e dei miei problemi sugli altri, ma semplicemente constatando che le persone fanno scelte, riferite a situazioni che la vita pone loro davanti, mediate dalle proprie etica, intelligenza e situazione psicologica, che si risolvono quindi in un confronto con se stessi, e con gli altri. Il punto sta proprio qua: rimane difficile trovare dei punti di riferimento per fare una scelta, proprio perchè per farla utilizziamo un bagaglio psicologico e culturale che ci è proprio, mediante il quale filtriamo, giudicandole, le azioni degli altri, che non possono essere prese come metro di misura per le nostre.Questo bagaglio riduce il dialogo dialettico che apporta umiltà, ricerca e quindi conoscenza, ad un monologo: non solo è impossibile sfruttare le esperienze degli altri per fare scelte oggettivamente giuste per noi stessi, ma è proprio messo in discussione il criterio di "giusta oggettività" di una decisione che riguarda la nostra vita, in quanto utilizzando un filtro per giudicare la giustezza di una decisione la rendiamo a priori non oggettiva e comunque tendenziosa. Fatto sta che la ricerca della cosa giusta da fare viene mediata appunto dalle nostre convinzioni : un credente ad esempio agirà secondo i dettami della propria religione, un ateo baserà la propria vita sulla razionalità, o presunta tale, un agnostico eleggerà il dubbio a stile di vita, mettendo in dubbio il suo stesso agnosticismo.Il valore conoscitivo di queste strutture mentali è ralativo, proprio perchè sono relative al cervello umano che è una macchina finita ed inperfetta, che può imamginare l'esistenza di un dio infinito, ma non arrivare a visualizzarlo, che può trovare strutture e ragolarità nella natura, ma solamente approssimandole nella loro descrizione, che può dubitare di tutto, perfino della validità di porsi dei dubbi: qualsiasi via si batta, si incorre comunque in un vicolo cieco.Cosa ci permette dunque di affrontare questa vita così complicata con la limitatezza dei nostri strumenti cognitivi?Credo che una risposta possa trovarsi nell'autoreferenzialità dell'approccio mentale scelto: scegliendo arbitrariamente, come alla fine facciamo, imponiamo autoreferenzialmente la validità della nostra scelta, la accettiamo per come è: questa forma di coerenza trova oggettività semplicemente nell'atto della sua scelta incondizionata, ovvero relativamente alla sua scelta. Riassumendo si può forse dire ossimoricamente che l'unico assoluto è l'assoluta mancanza di assoluti, che si risolve nella ricerca di un assoluto in "realtà" relative.Il massimo grado di tranquillità nel fare una scelta al quale una persona può aspirare è quindi la coerenza con la visione del mondo che si ha, coerenza che non è scontata e che va dimostrata a noi stessi, e solo a noi stessi.Spero di poter dire fra tanto tempo, come diceva un certo Enrico 20 anni fa, di esser rimasto fedele agli ideali della mia gioventù, perchè nella risposta a questa affermazione si risolverà la tranquillità sulle scelte che avrò compiuto,e in definitiva sulla mia vita. p.s se l'argomento vi interessa e vi va di dialogare postate pure... tre pesi due misureTutti avrete sentito le discussioni che ci sono state sulle inferenze della Libia e della Spagna nei confronti delle politiche della nuova squadra di governo riguardanti l'immigrazione e l'elezione a ministro di Calderoli(inferenze delle quali approvo i contenuti).Giustamente si è rivendicata la sovranità italiana per quanto riguarda la scelta delle politiche da attuare per risolvere (si spera) i problemi del belpaese, e in televisione mi sembra sia stato dato molto spazio alla conferma di questo principio, rispetto ai contenuti degli interventi del figlio di Gheddafi e degli spagnoli....in pratica si è affermata l'importanza e la capacità dell'Italia di scegliere la propria strada.
Questo comportamento è indice di grande ipocrisia da parte della classe poltica italiana. E se ne ha la dimostrazione accendendo la televisione su un qualsiasi canale e osservando la copertura mediatica della quale il capo di stato , e papa, del vaticano Benedetto XVI, al secolo Joseph Alois Ratzinger usufruisce, insieme a Ruini, Bertone e cardinali vari per influenzare attivamente i nostri affari interni. Uno stato laico come dovrebbe essere l'Italia, non dovrebbe dare maggior importanza a quegli interventi politici che vengono impacchettati con la morale cattolica, o di qualsiasi altra religione, proprio perchè la morale laica comporta l'autonomia decisionale dello stato(laico) rispetto a ogni influenza religiosa o ideologica esterna.Mi sembra quindi che la morale laica valga nel caso di spagnoli e libici ma non nel caso del Vaticano.
Ho sentito molte persone obiettare alla constatazione dell'influenza vaticana in Italia, sopratutto nel periodo della mancata visita del papa alla Sapienza, uno strano principio di "libertà di espressione", secondo il quale ci sarebbe la possibilità di esprimere le proprie idee, a casa d'altri,di fatto con le loro televisioni, magari contro la volontà di una buona parte della popolazione(in italia gli atei sono 9 milioni,che a titolo informativo sono costretti a pagare, controvoglia, in ogni finanziaria il prezzo dell'accordo di villa madama).Questa affermazione non regge, per svariati motivi:innanzitutto perchè si ha il potere di dire quel che si vuole a casa propria, a casa d'altri di solito si chiede il permesso,senza lagnarsi se non viene accordato, secondo perchè lo stesso trattamento di fatto non viene riservato a persone di religioni diverse (pensiamo ai musulmani: quanto vengono diffuse in italia le dottrine del corano?Vengono forse trasmesse sulla televisione nazionale le salat?Qual è il rapporto fra numero di moschee e numero di chiese e soprattutto quanto è più difficile far costruire una moschea rispetto a una chiesa?).
Sarà possibile un giorno in questo paese abbandonare le ipocrisie e attuare finalmente una vera, europea,morale laica?
Pensiero...I sistemi democratici procedono diversamente, perché devono controllare non solo ciò che il popolo fa, ma anche quello che pensa. Lo Stato non è in grado di garantire l'obbedienza con la forza e il pensiero può portare all'azione, perciò la minaccia all'ordine deve essere sradicata alla fonte. È quindi necessario creare una cornice che delimiti un pensiero accettabile, racchiuso entro i princìpi della religione di Stato
Noam Chomsky
Io mi trovo abbastanza daccordo, come potete intuire da uno dei miei precedenti interventi....voi cosa ne pensate? |
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