fabrizio's profileRendere il mondo miglior...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
pensieri sparsiUn anno fa, in questo periodo, stavo pensando a come sarebbe cambiata in meglio la mia vita dopo l'esame di maturità, a come dopo questa importantissima tappa avrei potuto dire:"vaffanculo a tutti mo faccio come dico io". Stranamente, forse a causa di una condizione di salute non proprio fortunata, forse a causa di alcuni spaventi che mi sono preso, il passaggio dal liceo all'università è stato incredibilmente sfumato, quasi non fosse cambiato nulla e non sono riuscito ancora a pronunciare e amettere in pratica quella famosa frase.L'ultima estate sarebbe dovuta essere la più fantastica della mia vita, e per certi aspetti lo è stata... non ci si può scordare degli "ARIMASEEEEEEEN" ai mondiali, della vittoria dell'Italia, dei Marocchini e dei caramba che per strada ci abbracciavano dopo la vittoria con la Francia, delle visite a piazza del Popolo e a piazza Venezia, delle ubriacature moleste con il Poccio,Persi,Marco, Simone, Paolo, Chiodo e gli altri, delle canzoni dance-house in macchina del Poccio, delle serate al Popy e ai Cigni, delle pacche sulle spalle ai vocalist, della mancanza totale di orari e di limitazioni, ma sotto a tutto questo sentivo un profondo senso di spesamento, come un retrogusto amaro che non ti fa godere il cibo che stai mangiando...questa sensazione cell'ho ancora ed è estremante sgradevole, perchè non mi fa vivere appieno una nuova fase della mia vita...da quest'estate ad oggi , in particolare,mi sono reso conto sempre meglio di come andando a scuola potevo codardamente prendermela con gli altri per ciò che mi veniva imposto, non riuscendo a capire come invece tutto,allora come adesso, dipendeva da me.Questa responsabilità è sicuramente la più grande che ho e che avrò nella mia vita,perchè riguarda il rispetto verso me stesso, che come si dice in un recente film"è il rispetto che conta più nella vita", ed è infinitamente più pesante da sopportare dell'ansia di un compito in classe o di un esame, anche perchè chi giudica non è un prof o comunque un insegnante del quale non gliene frega nulla di me, ma sono io stesso, perchè è solo a me che devo rendere conto delle mie azioni e dei miei obiettivi.
Purtroppo non è facile riuscire a capire in pochi mesi cosa si vuole fare della propria vita, e la cosa è tanto più difficile da fare quanto più sembra che il tempo ci scorra velocemente davanti e quanto più ci si fa distrarre da cose che ci appaiono importantissime ma che in futuro magari si riveleranno delle cazzate enormi, come magari una ragazza che ti passa davanti e non ti fa capire più nulla o come delle persone che si considerano amiche e in verità sono delle serpi.
In questi mesi sono successe molte cose, alcune delle quali ricordo con una gioia infinita, come ad esempio la sudata cintura nera, i due tre giorni passati con gli amici a fomentarci vicendevolmente prima della visione di Rocky Balboa,la festa di compleanno di Aurora e Angelo con litri di alcoolici,dove ho rivisto gli amici di San Giovanni, ma ce ne sono molte altre ancora che mi hanno fatto star davvero male,come l'infortunio al ginocchio che mi ha tenuto fuori dal tatami per due mesi buoni o come le recenti gare di judo, per le quali mi ero preparato con grande fervore e deterinazione, e nelle quali ho perso non per inferiorità tecnica o fisica(anzi) ma perchè non ho fatto funzionare la testa e mi sono fatto fottere dall'ansia buttando alle vacche molti mesi di lavoro.Cosa mi hanno insegnato queste esperienze??Chi sono io per dire quali di questi momenti, belli e brutti, in una vita dove la perfeione è utopia e la perfettibilità una necessitàmi aiuteranno a far chiarezza in questa mia nuova condizione che è cominciata con la fine del liceo?Come posso trarre una qualsiasi conclusione da questi eventi????Come posso non farmi influenzare da cose che me ne fanno perdere di vista altre più importanti che magari adesso non riesco a riconoscere??In questo marasma che ho per la testa sono comunque riuscito ad arrivare a due conclusioni, che pur essendo un punto di partenza, mi potranno aiutare a far chiarezza...la prima è che tengo sinceramente alla pratica del Judo, forse per una forma inconscia di "riconoscenza"in quanto praticandolo sono uscito da momenti molto brutti o più semplicemente per la sensazione stupenda, potente e terrificante allo stesso tempo che si prova quando i muscoli sono tesi, il fiato va via e ti ritrovi solo con il tuo avversario e devi resistere, perchè nella tua testa scatta l'IMPERATIVO di vincere;la seconda è che nella vita tutto va e viene, e una delle poche cose che si può fare è cercare di viverla appieno, cercando di imparare dagli errori e andando avanti per la propria strada, anche se si è circondati dalla nebbia.Intanto, venerdì vado a Soriano e domenica prossima cerco di vincere le gare....;-) |
|
|