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La seconda impresa aquilanaAnno domini duemila e settiesimo, a pochi mesi di distanza dalla prima impresa aquilana si vede come sia vera l'affermazione che nella storia vi sono corsi e ricorsi.Il nobile gerarca Gioni e il balilla Fibra si incontrano per recarsi nell'aquilana città e portar romana stirpe alle barbare tribù della frazione abruzzese del romano impero.Dopo una fruttuosa ricerca del ritrovato della tecnologia dell'alleato nippone "Pro evolution soccer 8" portata a compimento in seguito svariate nominazioni del Dio NANOS, divinità greca invocata dalla gente inquietata e posseduta da viril e romana rabbia, i portatori della maschia stirpe si interrogano sulle modalità di vendetta da applicare al vil gerarca pinocchio(o gerarca badoglio, o gerarca zizzi) e subito viene in mente l'utilizzo del "FRUSTANANI", organo di sevizia e anche caratteristica della littore e maschia gioventù, che si distingue in potenza e frequenza d'utilizzo da quello di borghesotti pasciuti nati nella bambagia.
Una volta aspettata donna Silvia per all'incirca un'ora sotto l'edificio per la divulgazione dei fasci studi sulla statistica, ci si reca nell'aquilana città.Dopo una breve sosta in un autogrill(così lo chiama la propaganda americana) si arriva nell'urbe: in seguito ad un breve giorvagare si incontrano i gerarchi protagonisti dell'impresa:il gerarca Carlini, il Gerarca Nero, il gerarca Badoglio e donna MArta e DOnna Chiara.Subito ci si avventura con sprezzo del pericolo e del periglioso nemico alla ricerca di maschi svaghi, e li si trova nel comportamento del gerarca Ginocchio, che alla vista di donne vestite di nero, altrimenti dette SUORE, spie di una spietata dittatura basata sul silenzio e sulla fede che tiene in ostaggio milioni di persone nel mondo, urta pieno di viril orgoglio i passanti ignari del pericolo ed urla impavido"SORA TUA",causando l'ilarita degli altri gerarchi per la sua tipica irruenza e semplicità.E proprio su questa fanno leva i neri uomini che voglion temprare il suo corpo e le sue mebra nel momento in cui ci si imbatte in un negozio di forniture femminili:reggiseni,slip e quant'altro.In puro dialetto romano i gerarchi gioni e carlini dicono al ginocchio:"NUN T'AREGGE DE ENTRA A CHIEDEJE SE C'HANNO I TANGA DA OMO"e il Badoglio urla glorioso nella sua possente stazza aumentata dalla panzetta alcoolica:"ME NE FREGO!!!!!".Le vil borghesotte del negozio rimangono sconvolte dalla richiesta del gerarca e subito arrosiscono, ricordando i crimini e la distruzione causati dalle bandiere che presero il rosso colore come sfondo ideologico.
Dopo siffatte azioni ci si ritrova a passeggiar gonfi di romano orgoglio nel centro della citatdella,alla ricerca di un negozio di strumenti musicali per poter sonar con ardenti polmoni le canzoni del ventennio:"faccetta nera" e quant'altro.Il negozio lo si trova in via Garibaldi, ma il borghese padrone del suddetto non è presente e non si può quindi comprar alcuna armonica...CHE POSSA RENDERSI CONTO DELLA SUA MISERIA E VIVERE NELLA VERGOGNA PER IL RESTO DEI SUOI GIORNI!!
Una volta rientrati in se, i gerarchi propongono di sfidare il vil badoglio in una gara di "vai macchine",traslitterazione in termini romani dalle angliche aprole:"go kart", ma anche il nostro desiderio di provar ardimento e potenza ai danni di barbare popolazioni e gerarchi badoglio viene reso impossibile dalla chiusura del kartodromo...POSSA LA TECNOLOGIA DELL'ACQUA PESANTE RADERLO AL SUOLO!!!
Tornata la consapevolezza di esser viril guerrieri e non borghesi donnicciole ci apprestiamo a comprar supporti tecnologici in un grande negozio opera dello sviluppo economico facista, per poi recarci nel luogo ove ogni vero maschio delle generazioni del ventennio vorrebe recarsi: il ristorante di Gino.
Qua il vino scorre a fiumi nei nostri viril gozzi e acuisce il nostro spirto avventuriero che si traduce dopo il lauto pasto in una perentoria punizonie fisica del vil gerarca ginocchio, lasciato a piedi a cercar mezzo di locomozione per rintracciarci.
Tornati nella magione aquilana si fan piani di sterminio di massa dei pochi capelli rimasti al vil badoglio, che trema a quanto lo aspetta il giorno seguente.In questo fine serata si mostran virili e pieni di slancio altruistico i cuori del balilla Fibra e del gerarca Nero, che volontari e coraggiosi si propongon di dormire col gerarca zizzi, impresa che sarà compiuta con grande e innegabile abnegazione ma che di certo minerà la loro salute mentale e fisica, a causa del delirio coacervo ed irrazionale del gerarca polacco Mi sono rottoMi sono rotto della gente razzista
Mi sono rotto degli italiani che violano la legge in italia
Mi sono rotto degli stranieri che violano la legge in italia
Mi sono rotto della chiesa che predica il santo e pratica il profano
Mi sono rotto della mafia
Mi sono rotto dei politici mafiosi
Mi sono rotto delle logge massoniche
Mi sono rotto dei politici che fanno parte delle logge massoniche
Mi sono rotto dei presidenti del consiglio che sono indagati per reati gravi e danno un'immagine del cavolo dell' italia alla quale non appartengono
Mi sono rotto dei Leghisti
Mi sono rotto di chi dice:"Mussolini ha fatto cose buone"
Mi sono rotto dei giornalisti che leccano il culo ai politici
Mi sono rotto dei preti pedofili
Mi sono rotto dei papi che odiano i comunisti e stringono la mano ai dittatori fascisti
Mi sono rotto delle manifestazioni di destra in cui si vedono bandiere con croci celtiche(cosa illegale per il primo punto della legge scelba del 1952 e per la legge mancino del 1993)
Mi sono rotto delle donne troie e false
Mi sono rotto di maschi maiali e idioti
Mi sono rotto di essere considerato nel resto del mondo un mangiaspaghetti suonamandolino
Mi sono rotto di chi rovina le nostre opere d''arte
Mi sono rotto di dover votare per il meno peggio e non per il migliore
Mi sono rotto dei trasporti non puntuali
Mi sono rotto di chi non paga le tasse
Questo sfogo necessario è diretto a tutti coloro che credano che in italia le cose non vadano bene. |
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