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Prodotto delle circostanze Dal giorno successivo all'elezione di Barack Obama, torno a scrivere nel mio amato, e ultimamente trascurato, blog personale.Lo faccio lasciando momentaneamente da parte i doverosi commenti a fatti avvenuti tra l'elezione del primo vero presidente nero d'america ed oggi, quali le elezioni in Abruzzo, le ipotesi di corruzione nel Pd e la riesumazione e il reinterramento della questione morale Berlingueriana. Scrivo lasciando da parte questi argomenti perchè , leggendo distrattamente le ultime notizie sul sito dell'ansa, mi è caduto l'occhio sugli ultimi fatti avvenuti nella striscia di Gaza e sulle dichiarazioni fatte da alcuni esponenti Israeliani sullo stato delle cose in questo tormentato momento di sofferenza. Premetto che, pur sapendo poco e nulla della storia dei conflitti israelo-palestinesi, questo poco mi fa protendere per la causa di quest'ultimi, anche se sicuramente la mia posizione potrebbe rivelarsi erronea ad una più approfondita analisi degli eventi: nonostante questo oggi non voglio discutere di questioni politiche ma di una frase pronunciata da Tzipi Livni, ministro degli esteri israeliana che è la seguente: "Le perdite civili fra i palestinesi della Striscia di Gaza sono un prodotto delle circostanze". Mi sembra di trovare una certa somiglianza semantica fra l'appena citata frase e un'altra attribuibile a Stalin che fa: "La morte di un uomo è una tragedia, un milione di morti è statistica". Non voglio come già detto utilizzare a pretesto la pronuncia di questa frase da parte di un esponente del governo israeliano per iniziare un discorso politico, anche perchè nemmeno quelli di Hamas credo ci vadano leggeri, ma semplicemente sottolineare come la considerazione delle persone come "prodotto delle circostanze" riduce l'esistenza delle stesse ad un prodotto deteriore della res publica, la loro vita ad uno scarto da controllare e neutralizzare in favore di una concezione limitata di bene pubblico, limitata dai confini di un paese che va difeso nei suoi interessi temporali, invece che morali ed etici: è nichilismo travestito da patriottismo.Dovremmo provare indignazione per queste parole, da chiunque siano pronunciate nei confronti di qualsiasi uomo sulla terra, perchè è in queste parole che si annida la negazione del diritto stesso all'esistenza. |
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